Ma quindi sicché come siamo?

DICHIARO CHE RISPONDERÒ IN MODO ONESTO (PERLOMENO A ME STESSO). 
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ORA POTETE PROCEDERE CON LA LETTURA!

A quanto sembra tutti sogniamo la pace nel mondo ma solo un paio dicono la verità dei fatti: ci piace vedere persone più difficoltà di noi, ci piace “tifare” per lo svantaggiato, altre volte ci piace odiarlo, altre ancora ci piace raccontarlo come fatto di gossip, o nei casi più estremi, di cronaca. Insomma senza persone in difficoltà cosa ne sarebbe di tutti noi?

Senza omicidi cosa potrebbe fare un poliziotto della scientifica, senza malati che ne sarebbe di un medico, senza tumori cosa studierebbe un ricercatore, cosa potrebbero produrre le case farmaceutiche se non ci fosse alcun male al mondo, di che scriverei io se non ci fossero rabbia e odio o ingiustizie verso qualcuno?

Sono domande scontate lo so, lo so che lo sapete, ma sapete anche la risposta?

Il progresso ci ha resi cattivi: domanda o affermazione?

Diciamocelo, si sa che le case farmaceutiche guadagnano sui mali degli altri ma è anche vero che non possiamo farci niente, qualcuno deve pur produrre medicinali perché il male c’è e le malattie pure. È anche vero che, sì, i giornalisti sono degli sciacalli che cercano la notizia più succosa, ma come potremmo fare informazione altrimenti? Sembra un gran bel discorso, e sembra che vi sto tenendo sulle spine per poi darvi chissà che risposta ma la verità è che siamo stati creati per non so che ragione e nel corso dei secoli l’uomo ha voluto intuire che fossimo su questa Terra per progredire, e cosi abbiamo fatto. Il problema è poi sorto quando insieme al progresso sono arrivati anche i mali; insomma l’invidia, la gelosia, il timore. Jean-Jacques Rousseau nel 1755 diceva che con la proprietà privata sono poi sopraggiunte tutta una serie di conseguenze negative: crimini, guerre e miserie. Ora, io non me la sento a dargli ragione del tutto, anche perché il sentimento di progresso ci appartiene come esseri umani, era impossibile non svilupparlo, ma certo è che ci ha resi tutti dei villani.

E non provate a commentare con “comunista”, “siete ora e come sempre”, lo diceva un francese mica io, lo so che odiate i francesi ma lasciatemi dire che in queste cose sono sempre stati molto più bravi e coraggiosi di noi. Insomma torniamo a noi, e seguite il discorso.

Credo che siamo programmati per desiderare e volere, ma siamo programmati anche per l’odio, per l’indifferenza?

Siamo cosi tanto abituati a vederli ogni giorno che ormai ci sembrano normali. Non salutiamo più i vicini di casa, ci “cringiamo” a tirar fuori un ombrello per la pioggia, non diamo una mano a un anziano ad attraversare la strada, non soccorriamo un bambino solo e potenzialmente in pericolo, ci giriamo dall’altra parte perché aiutare è diventato faticoso, quasi fuori moda, ci facciamo “i cavoli nostri”, vogliamo vivere 100 anni insomma, e ci sta eh, chi non vorrebbe? Ma come possiamo vivere tanto senza aiutare gli altri?

Moltissimi attraverso poesie e canzoni hanno cercato di capire perché siamo qua e come essere ricordati il più a lungo. Io personalmente non voglio essere ricordata, piuttosto non voglio dimenticare. Gli altri possono scordarsi di me, sarebbe impossibile il contrario ma io come potrei dimenticarmi di chi mi è stato accanto? Il senso della vita è essere ricordati? Che me ne importa di essere ricordata se non lo sono per una cosa gentile?

È un discorso difficile e complesso, pieno di sfaccettature e “ma”, la conclusione giusta non esiste ma

Sarebbe stata una chiusura all’articolo carina… vabbè fatemi finire dai!

Non esiste una conclusione giusta ma l’uomo è diverso dalla bestia perché dotato di cose lo rendono, per l’appunto, umano. Anche se alle volte si trasforma in bestia e fa cose abominevoli, come uccidere o legalizzare lo stato assassino… che circa sono la stessa cosa; altre volte è buono, fa volontariato, aiuta, sorride, fa scampagnate per i monti o per la collina e si immerge nella natura amandola e non distruggendola. La mia domanda è in realtà solo una (non ho la pretesa di avere la risposta a tutto): il bene che l’uomo fa, lo fa per apparire e ricevere gratificazioni, e quindi è portato al male, o lo fa per puro amore di questo pianeta e di questo popolo, e quindi è buono ma ogni tanto commette degli scivoloni?

Non voglio fare la moralista, il bene e il male non esistono come concetti assoluti, lo so, lo so che esiste anche il grigio e non solo il bianco e il nero (se per questo esiste anche il rosa e sarebbe di gran lunga la scelta migliore). Insomma, lo so che l’uomo si classifica in una zona grigia ma se proprio dovessimo scegliere: è più portato al bene o al male?

Non ho la risposta non guardate me! (Guardate voi stessi piuttosto).

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