Autore: Giuli’s Notebook

  • Esiste questa famosa solidarietà femminile o è solo un mito metropolitano?

    “Amo lo sai che quella è stata vista in questura per denunciare??”

    “No ma lo sanno tutti che lei viene picchiata dal ragazzo… però che possiamo fare noi se non vuole essere salvata lei?”

    “No oggi devi troppo venire al bar a prendere un caffè con me: ho aggiornamenti sulla relazione tra quei due!”

    Si tratta di semplice gossip o pura cattiveria?

    Le frasi scritte poco sopra sono alcune di quelle che diciamo tutti, lo definiamo come un po’ di “sano gossip“, uno di quelli che non fa male a nessuno… solo alla ragazza violentata o picchiata, ma certo di loro ci importa ben poco, giusto? Esiste solidarietà femminile solo nei bagni delle discoteche o anche di giorni in mezzo alle strade?

    Recentemente ho visto un profilo su TikTok dove ci sono video di ragazze che, per un esperimento sociale, provano a chiedere aiuto ai passanti facendo il famoso segno del pollice che si chiude verso il palmo con poi le altre dita che seguono. (Tralasciamo quanto possa essere triste l’aver reso un tale gesto, creato per essere discreto e salvavita, oggetto di “esperimenti social” cioè in una cosa che ne svilisce l’importanza ma okay accontentiamoci del fatto che almeno viene usato e reso più noto.)

    Solitamente vengono “salvate” dal malintenzionato che le tiene per il braccio dopo la decima (se va bene) richiesta di aiuto, dato da non prendere alla leggera visto che in una situazione di reale pericolo probabilmente non sarebbero riuscite a fermare neanche la metà delle persone.

    Certo, questo ci fa riflettere ma riesce anche a stupirci? A grandi linee possiamo dire che probabilmente non ci aspettiamo niente di “nuovo sul fronte Occidentale”, insomma la solita vecchia storia, la ragazza vivace che se la cerca, il ragazzo gentile che è rimasto sconvolto da un no; niente di diverso, niente che ci faccia strabuzzare gli occhi.

    Nonostante ciò, il fatto sconvolgente (o che per lo meno a me sconvolge) è che questo compatire l’aggressore è di gran lunga più normalizzato, la vittima ha sempre una colpa: i vestiti, l’alcool che aveva assunto, l’ora in cui era uscita, il bar in cui si trovava, i modi che aveva avuto (troppo gentili e quindi allusivi o troppo scortesi e quindi scorrenti nei confronti del povero uomo).

    Come si suol dire (o quasi): tutti sono uguali per la giustizia ma lo sono un po' di più quando si parla di uomo bianco (ovviamente etero).

    Effettivamente qualcuno potrebbe contestare dicendo che “gli uomini sono tutti uguali e stupidi” (e questo non verrà sicuramente messo in dubbio da me) ma ultimamente riscontro indifferenza anche da parte di donne; la frase “se l’è cercata” o “chissà se dice la verità o se lo è inventato” è uscita dalla bocca di alcune ragazze con cui ho parlato nell’ultimo periodo, e non c’è molto da aggiungere penso, insomma, si tende a pensare che il maschilismo, che si è combattuto per anni, ormai sia stato debellato ma la realtà è ben diversa.

    Viene da pensare che tutto ciò sia esagerato. Che altro si potrebbe chiedere oltre al diritto al voto e al lavoro che già abbiamo? Io un paio di cosette le avrei ma… niente di serio eh, il mio falegname lo faceva meglio, ah lei è laureata e ha studiato per fare questa cosa? No, no, meglio lui, d’altronde è uomo…

    Insomma care e cari (o cari e care, sia mai che qualcuno si offende) qua c’è ancora tanto da fare, e finché neanche dalle donne si avrà pieno supporto, e verrà messa in discussione addirittura la veridicità delle cose che vengono dette da una vittima non si andrà proprio da nessuna parte, forse l’unica destinazione di questo passo è la follia collettiva, ma dubito che molti abbiano il coraggio di ammetterlo. Serve tanta costanza e tanta consapevolezza per sradicare questo maschilismo intrinseco in ognuno di noi, il primo passo è identificarlo.

    PS Il secondo passo è mandarlo a f*****o!